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Il ristorante nasce nel 1973 dopo le esperienze alla Meglia di Mestre e al Danieli di Venezia.
Per molti anni il ristorante è stato seguito insieme ai genitori: ai fornelli c'era mamma Annunziata detta Tina, in regia un giovane Alceo già raffinato intrattenitore di clienti esigenti.
Nel 2002 “l'ossessione” per la freschezza delle materie prime trova l' idilliaca complicità di Grazia Ravagnan, moglie di Alceo e regista perfetta di piatti delicatamente rivisitati, abile conservatrice dei sapori tipici marchigiani.
Oggi la giornata di Alceo è dura: sveglia alle 3 e mezza e di corsa all'asta del pesce sul furgoncino refrigerato;
poche ore dopo, orgoglioso mostra come se fosse la prima volta ciò che il mare gli ha offerto... per Alceo è un
dono degli Dei. E forse è davvero così: perchè in questo ristorante, se il pesce manca per il fermopesca o le
mareggiate, Alceo abbassa le serrande;
Tra le mura di questo magnifico ristorante, Grazia Ravagnan, già in sala come sommelier, deve il suo talento
culinario alla suocera Annunziata, detta Tina (“Quando c’era lei sbirciavo di nascosto le ricette, come faceva la
pasta o preparava il pesce”, ricorda).
Al pari del marito predilige cotture brevi e rispettose, senza elementi
aromatici di troppo. Un naturalismo intransigente che lascia poco spazio alla filettatura, compiuta perlopiù al
tavolo dai camerieri. “Un grande cuoco è quello che sottrae meno sapore possibile al pesce”; “l’ideale è la
lessatura, il crudo lo faccio solo a modo mio, se il pesce è vivo, e il contorno non è mai il protagonista”.
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